Utili in aumento per Banca Popolare di Milano

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Banca Popolare di Milano ha chiuso un buon trimestre, allargando i risultati soddisfacenti della prima metà dell’anno. In particolare, l’istituto di credito lombardo ha registrato nel primo semestre del 2016 un utile ante imposte di 222,6 milioni di euro, in rialzo del 4,8 per cento su base annua, e un utile netto pari a 158,1 milioni di euro, in aumento del 2,6 pe cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con uno sviluppo di 61,5 milioni di euro su base trimestrale.

Analizzando i dati di periodo, ci si rende facilmente conto come i risultati abbiano beneficiato della crescita della componente trading dei ricavi oltre che della plusvalenza dalla cessione della quota in Anima Holding.

I risultati soddisfacenti non sono comunque limitati al solo fronte economico, bensì anche alla qualità del credito che, nonostante le incertezze sul quadro macroeconomico, evidenziano alcuni segnali positivi che confermano un rallentamento nella formazione dei crediti dubbi e un’attenta politica di accantonamento del Gruppo. Le attività deteriorate lorde si attestano a 6,07 miliardi di euro a fine giugno (+0,4 per cento sul trimestre precedente) mentre i crediti dubbi si attestano a3,6 miliardi di euro (-0,2 per cento). Il grado complessivo di copertura delle attività deteriorate si attesta al 40,5 pe cento (+40pb) che aumenta a 45,2 per cento se si includono gli stralci già effettuati sulle singole posizioni. Al 30 giugno 2016 il patrimonio netto ammonta a 4.571 milioni di euro, mentre il Common Equity Tier 1 ratio è pari all’11,73 per cento. Il CEO del Gruppo ha dichiarato che la fusione fra BPM e Banco Popolare avrà effetto dal primo gennaio 2017.

Tra le altre notizie bancarie della giornata a Piazza Affari, anche l’annuncio di Banca Mediolanum sulla raccolta netta totale, che nel mese di luglio ha toccato quota 579 milioni di euro, portando così il saldo da inizio anno a quota 3,38 miliardi di euro, in progresso del 32 per cento rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. Ancora, su MPS, bocciata dagli stress test ma recente protagonista del via libera della Commissione Europea al proprio risanamento, Fitch ha posto sotto osservato il suo rating, in relazione al successo o meno del progetto di cessione delle sofferenze e dell’aumento di capitale.

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