Troppi bambini obesi in Italia? Ecco i numeri aggiornati

Secondo quanto afferma una recente analisi di Altroconsumo, il 20,9% dei bambini italiani sarebbe in sovrappeso, mentre il 9,8% sarebbe obeso. Eppure, pare che i loro genitori continuino a non accorgersene, visto e considerato che la percentuale di genitori che effettivamente si rende conto dello stato di sovrappeso del bimbo è del solo 17%. Insomma, a trarre spunto dalla valutazione di Altroconsumo, sembrerebbe che anche in Italia (lo stesso avviene da tempo in altri Paesi), l’alimentazione dei bambini stia producendo una crescita del peso medio, con ciò che ne consegue sul loro benessere di breve, medio e lungo termine: tuttavia, probabilmente anche in virtù del fatto che da troppo poco tempo ci si preoccupa della corretta alimentazione dei bimbi, i genitori continuano a trascurare il tema in oggetto.

Non solo: a ulteriore conferma di quanto i dati di cui sopra siano allarmanti, vi è anche l’evidenza che il 98% del campione intervistato si dichiara convinto che l’aumento di peso non sia un problema medico. Il che, in effetti, conduce sempre più genitori a “gestire” in maniera completamente autonoma il problema derivante da una crescita eccessiva del peso del proprio bimbo e, successivamente e solo qualora vi sia consapevolezza, a procedere con delle modifiche “fai-da-te” nell’alimentazione del piccolo, con il risultato di aggravare la condizione del bimbo, piuttosto che migliorarla.

Per affrontare questa situazione, Altroconsumo sta proponendo una serie di idee che potrebbero aiutare una migliore sostenibilità alimentare. Tra le tante:

  • Agevolazioni fiscali per chi commercia frutta e verdura;
  • Riduzione dell’iva per i prodotti salutari e suo aumento per quelli meno sani;
  • Tasse sugli alimenti ricchi di zuccheri, grassi e sale;
  • Investimenti in campagne informative per bambini e adulti;
  • Imposizione alle industrie di riduzioni delle porzioni e del contenuto di zuccheri, sale e grassi;
  • Limitazioni alla pubblicità di junk food diretta ai bambini;
  • Introduzione di informazioni sul fronte delle confezioni (con un semaforo che indichi la presenza di un nutriente in quantità elevate).

Le proposte sembrano essere effettivamente un valido spunto per poter aiutare le famiglie e gli operatori a gestire opportunamente questo tema. Probabilmente, il punto di partenza fondamentale potrebbe essere quello di uno sviluppo dell’educazione alimentare dei piccoli e degli adulti, al fine di percepire il problema della cattiva alimentazione e del sovrappeso nell’importanza che effettivamente riveste. E voi che ne pensate?

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