Prezzi bassi del petrolio non frenano utili BP

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BP ha annunciato di aver conseguito un utile trimestrale sopra le attese, nonostante i bassi prezzi del petrolio. Viene così smentito il principale timore degli analisti di mercato, secondo cui il gruppo petrolifero avrebbe sofferto in misura rilevante l’evoluzione dei prezzi della materia prima.

Invece, l’operatore è riuscito ad archiviare i risultati del terzo trimestre con un utile netto in calo su base annua del 49 per cento a 933 milioni di dollari, grazie agli effetti dell’attenta politica di contenimento dei costi e della riduzione degli investimenti per far fronte ai bassi prezzi del petrolio. Sui risultati hanno però pesato la decisa contrazione dei margini di raffinazione e la perdita registrata dalla divisione esplorazione e produzione di idrocarburi che ha accusato un risultato negativo di 224 milioni di dollari rispetto all’utile di 823 milioni di dollari dell’anno precedente. La produzione di petrolio e gas si è ridotta del 5,9 per cento a 2,11 milioni di barili al giorno.

Nonostante quanto sopra, occorre ricordare come, in buona evidenza, l’utile complessivo abbia però battuto le stime di consenso che si fermavano ad un valore di 719,2 milioni di dollari. La spesa per investimenti verrà ridotta anche per quest’anno a 16 miliardi di dollari, rispetto ai 17 – 19 milioni dollari che erano stati stimati in precedenza.

Naturalmente, molto dipenderà, per il futuro della compagnia (ma la stessa sorte toccherà comunque a tutti gli altri operatori dello stesso mercato) dall’evoluzione dei prezzi del petrolio. Per il momento, qualche passo in avanti circa la stabilizzazione dei livelli di produzione su livelli non estremamente divergenti da quelli ritenuti di equilibrio, è stato fatto. Tuttavia, i passi in avanti sono certamente troppo timorosi per poter fornire una view più incoraggiante sul mercato del petrolio. Oltre alla necessità di dover assistere alla effettiva formalizzazione di un’intesa in seno Opec nella prossima riunione a Vienna (cosa non scontata, nonostante i buoni propositi, poiché risulterà molto difficile far digerire la riduzione delle quote a Paesi che solo recentemente si sono riaffacciati sul mercato internazionale) appare chiaro che un accordo dovrà essere trovato, più o meno esplicitamente, anche sul fronte non Opec. In caso contrario, le ventilate ipotesi di taglio della produzione potrebbero risultare insoddisfacenti per poter pervenire a un buon equilibrio globale…

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