Mediaset allontana voci di accordo con Sky

All’orizzonte non c’è nessun accordo con Sky nella pay tv. A ricordarlo è l’attuale amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, secondo cui l’obiettivo della propria compagnia è quello di “creare una base più solida di abbonati” per Premium, definito un settore “dove siamo e vogliamo continuare a rimanere”.

Un settore, peraltro, nel quale la società lombarda può vantare numeri di tutto rispetto. Numeri che parlano, ad esempio, di 600 mila utenti che utilizzano Infinity (l’offerta in streaming di Mediaset Premium) e altri 600 mila abbonati Premium che utilizzano invece regolarmente il servizio on demand Play. Gli abbonamenti complessivi di Premium hanno superato quota 2 milioni, con una crescita del dato sui ricavi medi per ciascun abbonato.

“E di fronte a un mercato della pay tv che in Italia ha perso il 20%, con un concorrente che ha i dati in calo, questi numeri per noi sono positivi, poiché i nostri ricavi, la spesa media e gli abbonamenti sono in crescita” – afferma Berlusconi.

Dunque, nessun accordo con Sky, anche alla luce degli scenari che pare emergano dall’inchiesta sulla spartizione dei diritti tv del calcio italiano? A quanto apre sì, tanto che Pier Silvio Berlusconi chiarisce che “noi siamo tranquilli sulla inchiesta (…) nessun accordo con Sky, anzi, concorrenza esasperata. La pay tv è il loro core business e con noi di mezzo fanno fatica. Di parlare ci si parla, ma, ripeto, nessuna trattativa concreta”.

Ben diversi sembrano essere gli scenari di collaborazione con i francesi di Vivendi, i cui rapporti sono definiti “ottimi. Ci sono degli ambiti di collaborazione, il rapporto è solido sia tra le aziende, sia tra le famiglie. Quindi, usando le parole dell’a.d. di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, tutto è possibile”.

Nelle dichiarazioni raccolte dai mezzi stampa c’è anche spazio per un piccolo sunto sulla raccolta pubblicitaria del gruppo Mediaset, con il mese di gennaio che si è chiuso con dati in crescita sullo stesso mese del 2015, e con la possibilità di poter congruamente formulare delle prospettive positive anche per il mese di febbraio, anche se “sul mercato a livello generale, però, non c’è una forte ripresa”.

Per quanto attiene Ei Towers e il suo ruolo nella futura nascita di un polo delle torri di telecomunicazioni, Berlusconi ha precisato che “la cosa importante è che ci sia un progetto italiano di aggregazione” per il settore delle torri di telecomunicazioni “e che ci veda partecipi”.

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