Italia, bene le riforme ma per l’Ocse non basta

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L’Italia è tra i Paesi che più hanno speso attenzione e investimenti sul fronte delle riforme. Tuttavia, ciò non basta, e rimangono ancora prioritari interventi a favore dell’occupazione, della scuola e nel campo della tassazione. È questa, in estrema sintesi, la valutazione che emerge all’interno del rapporto Going for Growth, in cui l’Ocse esprime sì apprezzamenti per il Paese e per l’impegno profuso nelle riforme strutturali, ma – nel contempo – spinge affinchè si possano rafforzare le variabili a sostegno dello sviluppo dell’economia.

Nel report, di cui si è occupato qualche giorno fa il quotidiano Il Sole 24 Ore, si parla ad esempio del fatto che l’Italia “dovrebbe migliorare l’efficienza del proprio sistema fiscale” attraverso “la riduzione delle distorsioni e degli incentivi a evadere tramite l’abbassamento delle elevate aliquote fiscali nominali e l’abolizione di molte aree di spesa finanziate dalle tasse”.

Per quanto concerne le stime sul prossimo futuro, l’Ocse ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil italiano per il 2016, portandole all’1% dal precedente 1,4%. Tuttavia, niente sembra essere certo. Tant’è che, quasi contemporaneamente, Confindustria nel rapporto Congiuntura flash evidenzia bene che “i fondamentali dell’economia italiana, seppur non brillanti, sono ancora sostanzialmente invariati”. Naturalmente, se dovessero persistere le difficili condizioni finanziarie già sperimentate negli ultimi tempi, anche i fondamentali potrebbero essere intaccati.

Dunque, il Centro studi Confindustria stima “che la velocità di aumento del Pil italiano si rafforzerà nel primo trimestre 2016, rispetto a quella registrata nell’ultima frazione del 2015”. Tra gli altri dati macro, il Centro studi di Confindustria stima nel 2016 un miglioramento, grazie agli sviluppi del mercato del lavoro, della spesa delle famiglie (è incrementato dell’1% il monte ore lavorate nel 2015, ricorda il rapporto, e dello 0,8% anche il numero delle persone occupate).

Infine, il report Ocse riconosce che proprio nell’ambito del mercato del lavoro l’azione del governo italiano è stata efficace, e che “il ritmo delle riforme continua ad essere generalmente maggiore nei Paesi dell’Europa del Sud, in particolare Italia e Spagna, rispetto a quelli del Nord”.

L’appuntamento è ora con i prossimi aggiornamenti dell’analisi Ocse. Nella speranza di poter verificare ulteriori promozioni (pur parziali) e abbandonando così la lunga epoca delle raccomandazioni e delle tirate d’orecchi…

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