Immobili italiani: case vecchie e troppo energivore

Stando a quanto sostiene l’Agenzia delle Entrate, con dati relativi al 2013, ultimo anno al quale è possibile ricondurre una simile statistica, il patrimonio edilizio italiano è costituito da quasi 63 milioni di immobili ed è uno dei più vecchi d’Europa per quanto concerne l’età media dei suoi fabbricati e delle sue unità immobiliari, abitate e non.

Un dato che, a ben vedere, si allinea con quanto rilevato dall’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente (Enea), secondo cui il 60% degli edifici ha più di 45 anni. Un problema abbastanza serio, visto e considerato che tale vetustà li rende antecedenti all’emanazione della prima legge (373/1976) sul risparmio energetico. Tant’è che, come se non bastasse, l’Associazione nazionale degli industriali dei laterizi nel 2013 ha assodato che quel 60% consuma mediamente il triplo degli immobili di recente costruzione. Insomma, un bel pasticcio.

È sempre l’Enea, poi, a stimare che, in base alle normative e alle politiche incentivanti vigenti, il contributo potenziale del settore agli obiettivi nazionali di efficienza energetica al 2020 ammonta a 4,9 milioni tonnellate di petrolio (Mtep) all’anno. Una cifra non certo irrilevante, considerando che il risparmio energetico conseguito a livello nazionale nel 2013, grazie a politiche e misure di efficienza energetica, è stato di 7,55 Mtep, garantendo il raggiungimento di un target con ben tre anni di anticipo rispetto a quanto stabilito per il nostro Paese al 2016.

Dunque, il patrimonio immobiliare italiano è vecchio e consuma tanto, ma qualcosa è stata fatta – e tanto rimane da fare – in un percorso che non è certo privo di insidie. Secondo l’Enea, in proposito, uno dei principali ostacoli allo sviluppo dei progetti di efficienza energetica è la loro piccola entità, con tempi di ritorno degli investimenti mediamente elevati e con difficoltà a trovare sul mercato strumenti di finanziamento adeguati. A dimostrazione di ciò, Secondo un’indagine Abi Lab (centro di ricerca e Innovazione per la banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana in un’ottica di collaborazione tra banche, aziende e istituzioni), ad esempio, se è vero che quasi 9 banche su 10 hanno prodotti specifici per l’efficienza energetica, è anche vero che il tradizionale prestito bancario, erogato in base al merito creditizio del richiedente, rimane pur sempre il canale al quale si ricorre di più, anche per il sostegno di progetti appartenenti a questa tipologia, con ciò che ne consegue sulla reale opportunità di finalizzazione.

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