Forex, tutti i market mover della settimana

Settimana di importanti pubblicazioni macroeconomiche. Cerchiamo di riepilogare le principali partendo dalle novità nell’Eurozona, quando le indagini di fiducia di novembre dovrebbero confermare la fase di ripresa moderata. Sarà da verificare se i segnali di crescita più sostenuta del manifatturiero saranno confermati. Il PMI composito è atteso poco mosso a 53,5 punti (rispetto al precedente dato di 53,3 punti), il manifatturiero dovrebbe migliorare ancora a 53,7 punti, dai precedenti da 53,5 punti, mentre il PMI servizi è atteso stabile a 52,8 punti, praticamente invariato rispetto al precedente aggiornamento.

L’indice IFO è visto stabile a 110,5 punti dopo i forti aumenti dei due mesi precedenti. Francia l’indice INSEE per il manifatturiero potrebbe risalire a 103 punti. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione dovrebbe essere poco mosso a -8,2 punti da -8,0 punti, in Francia la fiducia delle famiglie è vista stabile a 98 punti.

Per quanto concerne l’altra parte dell’Oceano Atlantico, la settimana ha invece pochi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. A ottobre, le vendite di case nuove ed esistenti dovrebbero correggere modestamente, mantenendosi su un trend moderato; gli ordini di beni durevoli dovrebbero rimbalzare, con indicazioni positive per i beni captali e per una modesta ripresa degli investimenti a fine anno; la stima preliminare della bilancia commerciale dovrebbe registrare un ampliamento del deficit con esportazioni deboli e importazioni in ripresa. I verbali del FOMC di novembre dovrebbe aprire definitivamente la strada al rialzo atteso per dicembre, anche se il sentiero successivo dei tassi rimarrà incerto.

A dicembre dunque dovrebbe finalmente andare ad applicarsi un divergente approccio da parte delle banche centrali d’eurozona e in area dollaro. La Banca Centrale Europea andrà infatti, presumibilmente, ad allungare il quantitative easing in scadenza originaria a marzo 2017, mentre la Federal Reserve dovrebbe finalmente incrementare il costo del denaro di 25 punti base. Per il 2017, invece, lo scenario sembra essere fin troppo complesso per poter sbilanciare qualsiasi previsione…

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