Esportazioni ancora in calo

Le esportazioni italiane? Ancora in calo, ancora una volta. Come già si è avuto modo di osservare nel corso degli ultimi mesi, il commercio estero tricolore ha infatti perso quella spinta che permetteva all’Italia di rimanere a galla nel corso della crisi economica: le esportazioni, che tanta “fortuna” avevano portato al Sistema Italia in un contesto di frana della domanda locale, stanno infatti continuando a caratterizzare un andamento piuttosto altalenante, alternando delle prestazioni incoraggianti a dei passi indietro che hanno come risultato quello di gettare ben più di qualche ombra sul futuro del commercio estero tricolore.

E così, stando a quanto ricorda l’Istituto nazionale di statistica, nel corso del mese di maggio le esportazioni hanno riscontrato una nuova contrazione congiunturale, influenzata dalle prestazioni negative delle vendite verso i mercati al di fuori dell’Unione Europea. Più nel dettaglio, le esportazioni sono calate di 0,2 punti percentuali nel periodo considerato, mentre le importazioni hanno subito una flessione di 1,2 punti percentuali. A sua volta, la lieve flessione congiunturale delle esportazioni, è il risultato di un calo delle vendite verso l’area extra UE, pari al 3 per cento bilanciato dalla crescita di quelle verso gli altri Paesi europei, che invece sono cresciute del 2,1 per cento rispetto al mese precedente.

Passando a una breve analisi sui prodotti, emerge il forte calo delle vendite dei beni strumentali e di consumo durevole, con un passo indietro del 3,3 per cento e del 2,7 per cento, mentre le esportazioni di prodotti energetici hanno fatto risultare una variazione positiva per il 15,5 per cento.

Infine, ricordiamo come a livello tendenziale (cioè, paragonando le prestazioni di maggio 2016 alle prestazioni dello stesso mese di maggio di un anno fa), si sarebbe riscontrato un incremento delle esportazioni del 2,4 per cento, e un calo dello 0,2 per cento nella misura delle importazioni. In questo caso, la dinamica dell’export è il risultato di un + 5,8 per cento delle vendite verso i Paesi europei e di una flessione dell’1,7 per cento delle esportazioni verso i Paesi al di fuori dell’Unione Europea. Sono inoltre risultate in aumento le vendite di beni di consumo (+ 4,6 per cento, con un calo del 2,2 per cento per quelle durevoli e un + 6,5 per cento per quelli non durevoli), le vendite di beni strumentali (+ 4,8 per cento) e quelle di beni intermedi (+ 2,6 per cento). Scendono vertiginosamente le esportazioni di enegia, in flessione del 36,6 per cento.

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