Epatite A, B e C: una guida per non commettere errori

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Quando si parla di “epatite“, occorre ricordare che si parla in realtà di una ipotesi ben diversificata al proprio interno, fin dalle principali ripartizioni in epatite A, B e C. Ma cosa significa?

Cominciamo con l’epatite A, la meno pericolosa, che guarisce da sola (servono solo il riposo e una dieta leggera per un paio di mesi). Naturalmente, questo non vuol dire che non possa essere fastidiosa, visto che può provocare sintomi quali nausea, vomito, diarrea, pelle gialla, febbre e dolore addominale. L’epatite A si contrae per via oro-fecale (vale a dire attraverso i cibi o gli oggetti contaminati dalle feci di una persona infetta), ed è determinata prevalentemente dall’assunzione di alimenti come frutti di mare, acqua o frutta, soprattutto se consumati nei Paesi del bacino mediterraneo, del sud America, dell’Africa o del mar Baltico, i cui acquedotti non sono sicuri. Per evitare problemi, ricordate che il virus non sopravvive a temperature superiori a 85 gradi, e che occorre sempre sciacquare con cura le verdure e consumare i mitili dopo una cottura completa.

L’epatite B si trasmette invece attraverso il sangue infetto: per evitarla, evitare l’uso in comune di spazzolino da denti, forbicine, rasoi o altri oggetti appuntiti. Attenzione anche a piercing e tatuaggi, effettuati in centri non certificati e che non utilizzano strumenti monouso: il virus sopravvive nell’inchiostro e negli aghi per giorni. Ricordate comunque che chi ha meno di 35 anni ha già a disposizione una protezione totale contro questa forma di epatite perché ha effettuato il vaccino anti-Hbv (previsto per legge dal 1991 per tutti i neonati e praticato ai dodicenni fino al 2003), che garantisce loro un’immunità che dura praticamente tutta la vita.

Concludiamo infine con l’epatite C, che si trasmette attraverso il sangue infetto: ne consegue che le regole di prevenzione solo le stesse dell’epatite B. Purtroppo, però, a differenza dell’epatite B non c’è nessuna possibilità di proteggersi con un vaccino: non ne esiste ancora uno anti-Hcv. Ad ogni modo, buone notizie sono replicabili sul fronte delle cure: alcune sono già realtà, altre lo diventeranno presto.

Naturalmente, per poterne sapere di più vi consigliamo di consultare attentamente il vostro medico curante e, qualora ne ricorra l’ipotesi, domandare maggiori informazioni ad uno specialista che potrà indicarvi i passi più opportuni da fare per giungere a risoluzione di tale problema.

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