Consumi più deboli, ecco i nuovi segnali dalla stagione estiva

Nel corso del mese di luglio i dati sulle vendite al dettaglio in valore hanno mostrato un nuovo calo, con un passo indietro di -0,3 punti percentuali mese su mese, contro aumento del mese precedente, e di -0,2 punti percentuali su base annua (da +0,8 punti percentuali di giugno). La flessione congiunturale è imputabile soprattutto ai prodotti non alimentari (-0,5 per cento mese su mese, -0,6 per cento anno su anno), a fronte di una crescita degli alimentari (+0,3 per cento mese su mese, +0,5 per cento anno su anno). Su base annua in volume le vendite risultano in calo di -0,8 per cento (-1,1 per cento i non alimentari). A tenere è dunque solamente la grande distribuzione (in particolare il +4,1 per cento degli esercizi specializzati e il +2,6 per cento dei discount di alimentari).

Per quanto concerne il comparto dei prodotti non alimentari, gli unici gruppi a salvarsi dalla flessione su base annua sono giochi, giocattoli, sport e campeggio (+2,7 per cento) e mobili, articoli tessili e arredamento (+0,6 per cento). Sprofonda invece sempre più in negativo il gruppo cartoleria, libri, giornali e riviste (-4,6 per cento). Il morale presso le imprese che operano nel commercio è peggiorato ad agosto (a 97,1 da 101,3). In calo sia i giudizi sulle vendite correnti sia le aspettative sulle vendite future, in decumulo le scorte di magazzino.

Si noti altresì come il clima di fiducia è diminuito in entrambi i circuiti distributivi, portandosi da 101,0 punti a 95,7 punti nella grande distribuzione e da 102,5 punti a 101,1 punti in quella tradizionale. Nella prima, è calato sia il saldo dei giudizi sulle vendite correnti (da 13 punti a 0 punti) che quello relativo alle aspettative sulle vendite future (da 27 punti a 21 punti). La fiducia dei consumatori è scesa più del previsto da 111,2 punti a 109,2 punti ad agosto, per un livello minimo da oltre un anno a questa parte. L’indice rimane però significativamente al di sopra della media di lungo termine (101,9 punti). Il calo è spiegato da una valutazione più pessimistica del clima economico (125,5 punti contro un precedente 129,8 punti), per il quinto mese consecutivo. I giudizi sulla situazione personale presente (107,2 punti da 109,1 punti) e futura (112,2 punti da 114,8 punti) tornano a calare dopo il recupero di luglio.

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