Bicchieri di troppo? Ecco come “curare” gli effetti…

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Se un vostro amico ha bevuto qualche bicchiere di troppo – in tal periodo di festività, potrebbe capitare! – c’è qualcosa che potreste fare per cercare di aiutare il malcapitato a risolvere i principali effetti della sbornia. Azioni da porre in essere tempestivamente, soprattutto se l’amico di turno ha esagerato in maniera rilevante.

Il primo consiglio, e probabilmente il più semplice ed efficace, è quello di bere molto, e almeno 2 litri al giorno, con 2 bicchieri da assumere già al risveglio. In questo modo aiuterete il vostro amico a recuperare i liquidi perduti per colpa dell’alcol e a favorire l’eliminazione dei resti di etanolo attraverso urine e sudore. In proposito, è bene accompagnare la persona interessata molte volte in bagno, soprattutto nelle fasi iniziali, quando il suo equilibrio potrebbe essere precario.

Oltre all’acqua, un cenno di riferimento deve essere prestato anche nei confronti dell’assunzione di cereali e frutta secca a colazione: essendo ricchi di vitamina B1, aiutano a contrastare i sintomi post-sbornia, e aiutare dunque a ritrovare in tempi più rapidi un miglior benessere. Di contro, meglio evitare l’assunzione di caffè, bibite dolci o bibite gassate, che stimolano i succhi gastrici, irritando la mucosa dello stomaco. E a pranzo? Al pasto principale della giornata, fare il pieno di carciofi e asparagi, che possono attenuare gonfiore e nausea, e aiutare a depurare il fegato.

Alla luce di quanto precede, ne consegue che i “vecchi” rimedi tradizionali come bere tè o caffè, o fare una doccia fredda, non servono a nulla. Anzi. La doccia fredda può esporre la persona a un rischio di shock termico. Dunque, non rimane che seguire le indicazioni di cui sopra e attendere 24-48 ore: il tempo necessario affinchè gli effetti vadano definitivamente nel dimenticatoio.

Naturalmente, dinanzi a situazioni estreme, è il caso di intervenire in maniera più drastica. Se dunque chi ha bevenuto sembra assente, meglio chiamarlo ad alta voce, e domandargli di aprire gli occhi. Se non reagisce, guardare come respira: se lo fa meno di 10 volte al minuto o con pause da oltre 10 secondi tra un respiro e l’altro, potrebbe essere in coma etilico. Bisogna dunque avvertire immediatamente il 118, evidenziando altresì se vi sono concomitanti sintomi come la disidratazione, la tachicardia, il vomito senza svegliarsi e il sudore freddo.

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