Arriva la prima super auto che si stampa in 3D

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Lo scorso 24 giugno a San Francisco è stata presentato il nuovo bolide della Divergent Microfactories, probabilmente destinato a rappresentare un esemplare fondamentale nella lunga corsa all’approdo delle auto stampate in 3D sui mercati commerciali.

Chi ha la memoria più lunga ricorderà, naturalmente, che non si tratta di una primizia assoluta. La prima automobile stampata in 3D è infatti esperimento di appena un anno fa, prodotta in poco meno di due giorni all’International manufacturing technology show di Chicago, nel settembre 2014. Ribattezzata Strati, il progetto ha una firma italiana (Michele Anoè) e fu in grado di attirare enorme attenzione.

L’auto del 2014 era tuttavia un prototipo. La nuova auto è invece qualcosa di molto diverso, visto e considerato che può già vantare 700 cavalli di potenza, 630 chilogrammi di peso, accelerazione da zero a cento in meno di due secondi, un motore turbo da 2,4 litri alimentato a benzina e a gas, un design sportivo e accattivante. Chiamata Blade (lama), è progettata da Kevin Czirger, che di Divergent Microfactories è CEO e fondatore.

“Blade non è una vettura ideata solo per l’esposizione al pubblico. È completamente funzionante, creata utilizzando una serie di parti del telaio, tenute insieme da barre di carbonio” – afferma Czinger – “Blade ha un terzo delle emissioni del ciclo di vita di qualsiasi altra auto elettrica e un cinquantesimo del costo del capitale”.

Il vero fulcro del progetto è un sistema chiamato Node. Si tratta di un giunto in alluminio, stampato in 3D, che collega i pezzi di tubo in fibra di carbonio per poter compensare il telaio della vettura. Il tutto, per poter risolvere il problema dei tempi e degli spazi, diminuendo la quantità effettiva di stampa tridimensionale utile per poter costruire il telaio, che può così essere montato in pochi minuti. Oltre a ridurre drasticamente materiali e uso di energia, il peso del telaio realizzato è quasi il 90% più leggero di quello delle auto tradizionali, senza tuttavia perdere in forza.

Naturalmente, non è sui grandi numeri che si basano i progetti Divergent. Anzi, la società ha reso noto di prevedere di vendere un numero limitato di veicoli che verranno fabbricati nella propria microfactory. L’obiettivo sembra tuttavia essere quello di porre la piattaforma nelle mani di piccoli team imprenditoriali che possano personalizzare il proprio veicolo, attraverso un modello di business facilmente replicabile, al fine di diffondersi più rapidamente in tutto il mondo.

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